La natura non regala nulla specie in montagna dove ogni prodotto costa fatica e quindi viene utilizzato senza alcun spreco. Così accade anche per il formaggio per il quale il contadino s’ingegna per recuperarlo producendo il Formajo nel Pignato di Caltrano.

Il processo di produzione di questo prodotto tipico prevede le seguenti fasi di lavorazione: innanzitutto il formaggio viene macinato nel pignato ovvero un contenitore di coccio; la macinazione del formaggio avviene con mezzo meccanico o a mano per ottenere un impasto compatto e omogeneo. All’impasto poi viene aggiunto vino bianco e pepe fino ad ottenere una buona consistenza. La capacità della massa di poter essere servita con la forchetta senza fatica è indice di buona consistenza dell’impasto. Una volta completate le lavorazioni l’impasto viene conservato in luogo fresco e asciutto in vasetti di vetro. Tale fermentazione restituisce nel giro di qualche tempo una sostanza cremosa dal sapore piccante, da spalmare sul pane o da mangiare con la polenta. C’è chi aggiunge delle spezie, a partire dal pepe, e chi aggiunge anche un po’ di grappa. In tempi di grande povertà c’era chi metteva nel pignato anche le croste e si dice che il risultato fosse ancora migliore. Il Formajo de Pignato può essere degustato ai primi di febbraio durante la festa del patrono San Biagio, o la terza domenica d’ottobre, festa del Ringraziamento, quando addirittura diventa protagonista di un concorso tra i casari della valle.
E’ inoltre possibile assaggiare la specialità in occasione della Festa dell’Agricoltura, nel mese di ottobre.

 

DEGUSTAZIONE E ACQUISTO:
– durante la Festa del patrono San Biagio (primi di febbraio)
– durante la Festa del Formajo nel pignato (marzo)
– durante la Festa del Ringraziamento (terza domenica di ottobre)
– durante la Festa dell’Agricoltura (ottobre)